La CEI chiede un fondo straordinario per le scuole paritarie o forme di sostegno

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Il Sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana Don Ivan presenta la difficoltà che le scuole paritarie stanno vivendo in questo periodo di emergenza sanitaria. 
Coronavirus per scuole paritarie CEI chiede fondo straordinario o detraibilità rette

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In questi giorni in cui il Governo e il Parlamento stanno decidendo le misure per sostenere l’economia italiana, si sta pensando, come non è mai stato fatto in passato, a sostenere la famiglia, che sta rivelandosi l’istituzione unica e insostituibile nel blocco generalizzato di scuole, negozi, uffici e fabbriche.

In questa emergenza è importante che anche alle famiglie, che frequentano le scuole paritarie, debbono essere riconosciuti appropriati ammortizzatori sociali.

E’ doveroso che ricevano almeno il rimborso della retta i genitori che hanno pagato le tasse, hanno pagato la seconda volta con la retta, ora la terza per la baby sitter, sussidi tecnologici e logistici per le lezioni a distanza, senza contare il rischio per tanti della perdita del lavoro.

L’emergenza rende evidente che le rette sono una discriminazione nei riguardi dei genitori italiani rispetto ai genitori europei che sono liberi di scegliere la scuola paritaria senza oneri aggiuntivi.

Le rette sono una discriminazione ancor più grave nei riguardi dei genitori non abbienti, che da sempre in Italia non hanno mai potuto esercitare un loro diritto universalmente di scegliere tra scuole statali e paritarie.

Per questo si chiede che:

sia prevista la detraibilità integrale del costo delle rette versate alle scuole pubbliche paritarie  dalle famiglie nei mesi di chiusura delle scuole, tenendo conto del “costo standard di sostenibilità per allievo” già da tempo definito dal Ministero economico.

Infatti la sospensione della didattica è stata decisa dal Governo per far fronte all’emergenza e non è stata una scelta delle scuole paritarie. Le famiglie continuano a versare le rette alle scuole per solidarietà ai docenti e al personale, retribuiti per legge come il personale delle scuole statali.

La scuola paritaria, che in questo frangente rischia la chiusura, privando dell’istruzione decine di migliaia di alunni, non vuole soldi per sé: chiede che le famiglie possano continuare a scegliere senza vincoli dove far studiare i propri figli, consapevoli che la libertà dell’istruzione di oggi migliora il domani di tutti.

Suor Anna Monia Alfieri

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