#Vogliamo fare scuola

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Vogliamo fare scuola è lo slogan scelto dalla Fidae per lanciare un percorso di collaborazione tra scuole, enti locali e istituzioni in vista della riapertura delle scuole. Sono state settimane laboriose in cui accanto alla didattica a distanza le scuole paritarie hanno cominciato a pensare non solo a come tornare a scuola in sicurezza ma come rimotivare al valore più profondo della scuola studenti, insegnanti e famiglie.

Vogliamo fare scuola significa raccogliere il desiderio degli studenti di tutta Italia che in questi due mesi, con spirito di sacrificio e dedizione, hanno proseguito il corso di studi attraverso la Didattica a distanza, scoprendo tante modalità nuove di fare lezione.

Vogliamo fare scuola è anche la volontà di tutti gli insegnanti che si sono adattati alle nuove modalità di lezione, che hanno cercato di superare barriere e ostacoli per tenere fede alla loro missione e continuare a trasmettere il sapere alle nuove generazioni.

Vogliamo fare scuola vuol dire provare a mettere insieme il Manifesto della scuola che sogniamo, per andare alla radice delle nostre esperienze educative ma anche aprendoci a prospettive nuove (l’ambiente, la cultura digitale, l’intelligenza connettiva, l’empatia).

Siamo partiti – con l’aiuto di esperti e di gruppi di lavoro – per riorganizzare al meglio le nostre scuole: vogliamo dire ai nostri ragazzi che li stiamo aspettando e alle loro famiglie che ci prenderemo cura dei loro figli, con responsabilità e sicurezza.

Centro scolastico Giovanni Paolo II di Melegnano
Comunicato stampa 28 maggio 2020

Dopo la due giorni di mobilitazione di martedì e mercoledì, 19 e 20 maggio 2020, sollecitata da USMI (Unione Superiori Maggiori d’Italia) e CISM (Conferenza Italiana Superiori Maggiori), due giorni di conferenze, video, racconti, riflessioni… per mettere al centro la scuola, “l’impresa più grande di un Paese democratico, l’investimento migliore sul futuro, la grammatica più efficace di ogni integrazione culturale”

  • mobilitazione a cui hanno aderito con centinaia di scuole italiane per ricordare al Governo che “Ci siamo anche noi”, 12mila istituti paritari, 900mila alunni, 180mila dipendenti e almeno un milione e mezzo di genitori (cfr. “Noi siamo invisibili per questo governo”)
  • ascoltati e letti, in queste settimane di discussione sul decreto “rilancio”, gli interventi di tutti i parlamentari dai quali è emerso che tutti i partiti politici (compresi i 5 stelle) hanno parlato di pluralismo, di studenti al centro, di autonomia, di valorizzazione dei docenti, di inclusione, di sistema scolastico integrato composto da scuole statali e paritarie, di libertà di scelta educativa… per poi tradire le affermazioni bocciando in commissione tutti gli emendamenti che avrebbero consentito di dare gambe alle idee proclamate
  • preso atto che giovedì 28 maggio 2020, in Senato il governo ha chiesto la fiducia in prima lettura, respingendo tutte le richieste di miglioramento a favore di tutta la scuola italiana
  • constatato che 30 scuole paritarie hanno iniziato la procedura per la chiusura e che ad esse se ne aggiungeranno nelle prossime settimane molte altre e che, quindi, a settembre circa 300 mila allievi dovranno essere accolti nelle scuole gestite dallo Stato con un costo in tasse per i cittadini di 2,4 miliardi

esprime quanto segue:

  • da un lato, considerando le affermazioni da parte di tutte le forze politiche e la mobilitazione di centinaia di genitori, docenti e studenti, siamo di fronte a una vittoria morale per la famiglia e per la scuola. Il “rumore” che si è intensificato in questi giorni non ha lasciato indifferente la classe politica che, oggi, anche se ha votato contro gli emendamenti che avrebbero potuto salvare la scuola italiana, ha voluto chiarire che cosa è scuola pubblica statale e paritaria, che cosa è pluralismo, etc.
  • dall’altro lancia un grido di allarme perché si continua a ripetere lo stesso copione, che impedisce di passare dalle parole ai fatti, tradisce la famiglia e uccide la scuola pubblica. Si allega una tabella (“aiuti-alle-famiglie-per-la-scuola”), che mostra i numeri degli stanziamenti per la scuola paritaria, sfatando i luoghi comuni tipo quello di chi sostiene che la scuola paritaria sottrae risorse alla scuola statale. La realtà è che la scuola gestita dallo Stato è molto costosa e poco funzionale al suo scopo. Dunque le tasse dei cittadini sono gestite male e a settembre 2020 dovranno essere aumentate per consentire la ripartenza. Infatti ai 3 miliardi che lo Stato ha già dichiarato di dover mettere in campo per far ripartire le scuole da esso gestite se ne dovranno aggiungere 2,4 per accogliere i 300 mila studenti dei quali la scuola paritaria non potrà più occuparsi. La soluzione prospettata alle forze politiche per evitare un esborso così oneroso prevede di investire ora un miliardo, in termini di detrazioni delle spese sostenute dalle famiglie e di agevolazioni fiscali per le scuole, che sono enti no profit.

Il governo e il parlamento, pur essendoci i soldi e pur essendo tutti d’accordo a parole, hanno preferito, nei fatti, lasciare spazio all’ideologia partitica, all’ignoranza e alla chiusura mentale.

Non tutto è ancora perduto, ma la situazione è grave. La vita di centinaia di migliaia di cittadini, dell’intera Nazione dipende dal buon senso: facciamo in modo che non rimanga nascosto “per paura del senso comune”, come scrisse il nostro Alessandro Manzoni.

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